Come rappresentanti di una categoria professionale possiamo solo apprezzare ed essere fiduciosi dell’iniziativa promossa dal Collegio dei geometri relativa al rilievo della Dogana e del Castello della città di Avellino. Apprezziamo quanto dichiarato dal Presidente del Collegio, l’amico Antonio Santosuosso, con il quale collaboriamo in molte iniziative finalizzate alla tutela e alla valorizzazione delle professioni tecniche. In particolare, i rilevamenti effettuati nei due siti cittadini sono appunto “un lavoro che sarà funzionale a quelli che saranno i progetti di rilancio del Centro Storico”. A questo punto, sentendoci parte in causa, ci verrebbe voglia di fare chiarezza, ancora una volta, su chi ha le competenze ad intervenire su immobili di pregio storico e artistico, e sia chiaro, il messaggio non sarebbe rivolto ai colleghi geometri, ma ai cittadini, alle istituzioni e soprattutto agli organi di stampa che spesso, per colpire l’attenzione del lettore, finiscono per falsare le notizie utilizzando titoli poco attinenti ai contenuti degli articoli.
In questo caso, un noto quotidiano ha lasciato intendere di un “patto del Comune con il Collegio dei Geometri e su come rinascerà il Castello di Avellino”, pubblicando anche un render che dovrebbe rappresentare la ricostruzione della struttura di epoca longombarda. La ricostruzione fantastica con un’immagine di scarsa qualità e che non testimonia un’approfondita ricerca storica. Insomma un’elaborazione progettuale contraria ad ogni principio e prescrizione delle Carte del restauro, in particolare dell’ultima del 2000 di Cracovia, dove si dice che deve essere evitata la ricostruzione di intere parti “in stile” e se necessario per un corretto utilizzo dell’edificio, il completamento di parti più estese con rilevanza spaziale o funzionale dovrà essere realizzato con un linguaggio conforme all’architettura contemporanea. Ricordiamo infatti che le carte del restauro nascono come linee guida rivolte alla definizione dei criteri di salvaguardia, conservazione e restauro, si tratta quindi di documenti destinati a soggetti pubblici e privati che hanno per oggetto il monumento e l’opera d’arte in generale.
Il titolo e l’immagine dell’articolo hanno creato scalpore e disappunto tra i nostri iscritti.
Vorremmo evitare di scivolare nella polemica e di essere noiosi, puntualizzando di chi sono le competenze professionali sul restauro dei monumenti. Sarebbe solo una sterile polemica di fronte ad una superficiale enfatizzazione di uno stato emozionale, enunciato troppo frettolosamente sui media. Le competenze sono di chi le ha e di chi le merita.
Andiamo avanti, non ci fermiamo qui! Abbandoniamo i facili proclami. C’è tanto lavoro da fare per risollevare le sorti di questa città. Aspettiamo solo di poter condividere un vero progetto strategico per la valorizzazione delle risorse economiche e culturali, dove ogni categoria professionale potrà esprimere le professionalità secondo le proprie competenze.